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A recce in Lecce

É il titolo del quotidiano online inglese “Daily Mail”

Omaggio a Lecce e alle sue 100 chiese con occhio particolare alla cucina, e alla Masseria Trapaná che ha ospitato CHIARA FERRAGNI, “Sei non sei felice quí non lo sarai da nessuna parte”, Ospite in occasione della sfilata di DIOR in Piazza del Duomo.

“A recce in Lecce” significa “Una ricognizione a Lecce” racconta il quotidiano le meraviglie del capoluogo salentino. Messa al pari di Roma e Firenze e mettendo in risalto, quando si parla di Puglia, di cibo “irresistibile” e vino. Ma l’attenzione resta sulle chiese.

Bisogna scegliere perché é impossibile visitarle tutte, quindi “l’equivalente dell’ecclesiastico del Big five del Safari” Il Duomo, La Basilica di Santa Croce, le chiese di Santa Chiara, Sant’Irene e San Matteo. Il giornalista Midgley racconta la storia è la peculiarità delle chiese e poi del cibo.

Lecce offre l’opportunità perfetta di mangiare come un pugliese.

Cucina povera parla il reportage ma che può diventare anche Fill-you-up-a che significa “in grado di saziare”, sfidiamo chiunque a ordinare un piatto di carne o pesce dopo aver mangiato un piatto di zucchine e l’irresistibile piatto di pasta – orecchiette – fricelli – ragù di manzo. Ce ne anche per il vino,

Il primitivo (fatto di uva rossa muscolare conosciuta come Zifandel ) che si serve anche freddo. Questa affermazione può risultare un’eresia per alcuni.

Il giornalista parla di luoghi da tener presente quando si visita l’incantevole LECCE.

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“Sguardi”: la mostra di Omar Galliani

DOVE

Must- Museo storico Città di Lecce

QUANDO
Dal 14/09/2019 al 19/10/2019

La Contemporanea Galleria d’Arte di Foggia (Viale Michelangelo, 65 – Foggia) presenta, dal 14 settembre al 19 ottobre 2019, “Sguardi”, esposizione personale di Omar Galliani, a cura di Giuseppe Benvenuto e Walter Pennetta
Ideata e progettata da Giuseppe Benvenuto, la mostra sarà inaugurata sabato 14 settembre 2019, alle ore 18,30, alla presenza del Maestro Omar Galliani.  

Il percorso espositivo comprende una ventina di opere su tavola realizzate dagli anni Novanta ad oggi.
Questa mostra di Omar Galliani nasce da un desiderio antico, quanto contemporaneo, se consideriamo parole quali: introspezione, osservazione, esplorazione, profondità, vanità, estetica, fisiognomica, bellezza.

 Le opere nascono da un segno unico ed esemplare; un disegno che ha origine nella tradizione della storia dell’arte italiana e si reincarna oggi nella contemporaneità. In queste opere il solo uso della matita o del pastello su tavola indaga e cerca, tra palpebre e occhi, quell’istante in cui si cela un mistero o un invito ad un dialogo serrato fra voi e il soggetto disegnato, osservato. Il cielo, le stelle e le costellazioni occupano spesso lo spazio che aleggia attorno ai soggetti che posano silenziosi o mossi in queste tavole che appartengono ad un ciclo di opere di grande formato già esposte in diversi musei della Cina e in Europa.  

«Galliani ventenne – ricorda Flavio Caroli – era perso principalmente in due ambizioni. In una ricerca di magia, di seduzione, di fascino che è l’ossessione primaria di ogni grande artista, in qualsiasi tempo, sia egli tragico (Caravaggio), classico (Ingres) o fondamentalmente realista (Degas). Tutto cambia e tutto corre, ma non c’è grande artista quando non ci sia ricerca di Bellezza; di qualche forma di Bellezza. La seconda ossessione di Galliani era infatti la qualità esecutiva, proprio tecnica nel senso antichissimo del termine, della pittura e dei suoi misteri: cosa non facile in un tempo in cui i balbettii e la cattiva pittura parvero la chiave della modernità. Galliani otteneva risultati straordinari grazie ai miracoli realizzativi di una matita forse veramente fra le più dotate del secondo dopoguerra. Nei trenta e più anni che ci separano da quei giorni, il miracolo non ha fatto che approfondirsi».

«La ricerca di Omar Galliani – aggiunge Teodolinda Coltellaro – affonda nelle densità figurali del passato, nelle estensioni storiche dell’arte, di cui evoca modelli culturali e motivi linguistici che coniuga in una originale sintassi espressiva. La sua sensibilità, pienamente contemporanea, sa cogliere gli aspetti di transitorietà e complessità del nostro tempo, gli scenari mobili che ne connotano la dimensione sistemica, ma li traduce in modi e forme che sollecitano lo sguardo a percorsi interpretativi più profondi che non si esauriscano nel “qui ed ora”, proponendo il ricorso alla memoria e alla citazione come processo di rinascita creativa nell’alchimia della forma. […]  
Per Galliani, l’opera è, in modo prioritario, disegno: dalla dimensione fisica del tracciare (di esercizio muscolare protratto fino allo stremo), del coprire di segni una superficie al suo essere fenomeno articolato, fluttuante, vivente, animato da una propria biologia memoriale che ne determina l’esistenza e in cui si compenetrano mirabilmente e dialogano mondi di tenebra e luce».

 La mostra sarà visitabile tutti i giorni, escluso il lunedì, dalle 10.00 alle 13.30 e dalle 15.30 alle 19.00

 
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